Ci sono posti che non si visitano: si attraversano. Questo di cui vi raccontiamo è uno di quei luoghi sospesi nella quiete dell’Appennino tosco-emiliano. Qui il tempo sembra piegarsi, rallentare e respirare insieme a te. Siamo a La Casa del Tibet [www.casadeltibet.it].
Che sia per un’escursione in giornata, per un fine settimana o per un soggiorno immerso nella natura silenziosa e rigenerante. Boschi, colline e antiche memorie del passato offrono molteplici opportunità per ritrovare benessere, equilibrio e ispirazione. In un paesaggio medievale d’eccezione, autentico e senza tempo, graditissima per noi è stata la scoperta di questo luogo incantevole e spirituale.

Il Borgo
Ci troviamo a Votigno di Canossa (Reggio Emilia), un borgo medievale dell’XI secolo eretto all’epoca di Matilde di Canossa; una volta abbandonato dai suoi soldati, il borgo ha continuato a vivere, vedendo affaccendarsi nel corso dei secoli cavalieri, contadini, pellegrini e monaci, per finire poi dimenticato e trascurato per lungo tempo.
Arrivati sul posto il tronco di un albero ci guida verso il viale d’accesso, come un invito a noi dedicato. Una frase incisa nel legno recita: “Non c’è vita senza radici“, un sorriso si apre allora sui nostri volti e ci sentiamo subito accolti e invitati a procedere, come spinti dal vento che ci guida verso l’entrata.

Le case in sasso, le piccole aperture, la corte centrale… tutto invita a rallentare. Non c’è nulla di superfluo, nulla di rumoroso: è l’essenza della semplicità. La stupa bianca, i colori vividi delle bandiere di preghiera tibetane, i simboli scolpiti nelle pietre, non sono decorazioni. Sono promemoria: ricorda chi sei, ricorda dove stai andando… e mentre cammini, senti che questo luogo non vuole impressionarti. Vuole che tu ascolti.
Volenti o nolenti, l’atmosfera è così unica da non lasciare spazio a una visita fugace e superficiale; percorsi i primi passi lungo il sentiero, ogni respiro è accompagnato da un viaggio introspettivo. Le targhe con inscritte massime e frasi di personaggi celebri ci inducono alla riflessione.
La visita del Dalai Lama
La piccola Tibet comincia a prendere forma negli anni ’60 quando alcuni volontari ed artigiani unirono i loro sforzi per riportare il borgo al suo originale splendore. Trent’anni dopo, nel marzo del 1990, viene fondata la ONLUS – La Casa del Tibet. Il luogo viene definitivamente consacrato con l’auspicio di Sua Santità il Dalai Lama.
Il piccolo borgo ospita da allora la prima casa tibetana in Europa, l’unica in Italia, ma non è tutto. Troviamo: luoghi per meditare, spazi per seminari, corsi e musica, costruzioni meravigliose da ammirare e geometrie da osservare per innamorarsi. Mantra, Tantra e Yantra si intrecciano qui e trovano la loro essenza, guidando i visitatori verso la ricerca del proprio essere.
“Dona a chi ami ali per volare, radici per tornare, e motivi per restare.” [Dalai Lama]

Il Museo
A Votigno è possibile anche visitare il Museo del Tibet, che fu inaugurato dal Dalai Lama in persona il 25 Ottobre 1999, dopo la sua sosta a San Polo d’Enza, dove ha ricevuto la Cittadinanza Onoraria dei 23 Comuni Matildici. In quella occasione Sua Santità ha visitato la Casa del Tibet esprimendo parole di elogio per questo spazio, realizzato con oggetti rari ed originali della cultura, della religione e della vita quotidiana del Tibet, raccolti in anni di appassionata ricerca. Nel Museo troviamo anche un bellissimo spazio dedicato alla cultura ed alla religione dell’India ed alla figura del Mahatma Gandhi.
Orario di apertura: Sabato e Domenica – dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle ore 14.00 alle 18.00
Nel cuore del borgo, il colpo d’occhio è magnifico: Votigno è immerso nel silenzio e avvolto da fascino e sacralità. Per chi desiderasse soggiornare qui è possibile, La Casa Del Tibet offre un servizio di Bed & Breakfast; immerso nella natura circostante selvaggia, facendo propria la filosofia dell’ascolto, lontani da inquinamenti acustici, Votigno da la possibilità ai sui ospiti di ritrovare l’intimo contatto tra l’anima e la natura.
Info & prenotazioni: +39 0522 877 177
Oggi il borgo è abitato da quattro famiglie che il sabato e la domenica si prodigano per animarlo ed accogliere i visitatori. Piccolo consiglio personale: abbiate un approccio lento e aperto, lasciatevi avvolgere dall’atmosfera che sembra senza tempo; fermatevi a parlare con le persone che abitano questo borgo, i loro racconti vi arricchiranno, il loro sapere vi affascinerà e rimarrete splendidamente lusingati dalla calda, attenta e amabile accoglienza.
